La domanda più frequente che si pongono i genitori è se imporre o meno le regole ai propri ragazzi e in quale misura. Il problema dell’obbedienza e del rispetto delle regole è molto importante. Molti genitori entrano in conflitto in quanto credono che farsi obbedire contrasti con il bisogno di libertà dei figli, oppure non mettono limiti e confini in quanto credono che ciò sia controproducente e non risponda ad un’educazione basata su principi democratici. C’è poi anche chi, per non cadere in conflitti interminabili, si arrende alla volontà dei figli.
In realtà tutti i processi educativi si attuano anche attraverso la gestione di regole per le quali è giusto chiedere il rispetto. L’obbedienza e l’osservanza delle norme che sono state concordate è fondamentale e gli adolescenti ne sono consapevoli.
Infatti essendo in balia di sentimenti contrastanti, i ragazzi hanno bisogno di sapere che ci sono ancora delle certezze e queste si concretizzano soprattutto nelle regole. Queste rappresentano dei segni che delimitano lo spazio, danno un orientamento, segnano un confine.
I limiti che i genitori impongono ai propri figli sono funzionali al processo educativo, indicano loro un percorso ma danno anche protezione e contenimento, sorreggono quando serve, rendono l’ambiente più sicuro e stabile.
Ovviamente le regole possono essere anche trasgredite, ma chi lo fa se ne deve assumere le responsabilità e anche questo significa “crescere”. |